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Metal Detecting ad Atami, Giappone: 12 giorni inaspettati sull’Oceano Pacifico

Tre notti ad Atami sono diventate dodici giorni. Metal detecting sulla spiaggia, sorgenti termali, un ostello economico e i primi ciliegi Atami-zakura sulla costa del Pacifico.

La spiaggia di Atami

A volte le esperienze di viaggio più belle sono proprio quelle che non avevamo programmato.

Il mio piano iniziale era di trascorrere soltanto tre notti ad Atami, una città costiera nella prefettura di Shizuoka, in Giappone. Dopo aver trascorso un po’ di tempo a Tokyo, sentivo il bisogno di cambiare ambiente. Tokyo è una città affascinante, ma può essere anche molto stancante, sia mentalmente che economicamente. Cercavo un posto più tranquillo, vicino al mare, dove potermi rilassare e scoprire un altro lato del Giappone.

Le tre notti previste sono diventate dodici giorni.

Atami: Una città di sorgenti termali e storia

Atami si trova sulla costa del Pacifico ed è famosa da secoli per le sue sorgenti termali, chiamate onsen.

La sua storia è strettamente legata anche alla cultura dei samurai. Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato Tokugawa, visitò Atami nel 1604 e apprezzò così tanto le sue acque termali che in seguito queste vennero trasportate fino a Edo.

Ancora oggi Atami è una destinazione molto amata da chi cerca relax, panorami sul mare e la tradizionale cultura termale giapponese.

Un soggiorno inaspettatamente economico

In Giappone gli alloggi possono essere piuttosto costosi, soprattutto nelle località turistiche più frequentate. Ho trovato una sistemazione al BnB+ Atami Resort per circa 10 euro a notte. Nello stesso periodo, molti hotel della zona chiedevano circa 150 euro a notte.

Una soluzione semplice che mi ha permesso di prolungare il soggiorno molto più del previsto.

Una delle cose che mi è piaciuta di più è stata visitare quasi ogni giorno un onsen locale. Il biglietto d’ingresso costava circa 90 corone ceche, rendendo questa esperienza molto accessibile.

Alloggio ad Atami, foto 1
Alloggio ad Atami, foto 2
Alloggio ad Atami, foto 3
Alloggio ad Atami, foto 4
Alloggio ad Atami, foto 5
Alloggio ad Atami, foto 6
Alloggio ad Atami, foto 7
Alloggio ad Atami, foto 8
Onsen ad Atami

Metal detecting sulla spiaggia

Naturalmente non potevo lasciare a casa il mio metal detector.

Le mie giornate iniziavano molto presto. Di solito andavo in spiaggia tra le cinque e le sei del mattino e continuavo a cercare fino alle nove o alle dieci.

C’è qualcosa di speciale nel fare metal detecting sulla spiaggia prima che la città si svegli. L’atmosfera è completamente diversa, con il rumore dell’Oceano Pacifico e le prime luci del giorno.

Tra i miei ritrovamenti c’erano gioielli e bigiotteria. Non erano necessariamente tesori straordinari, ma ogni segnale e ogni oggetto recuperato aggiungevano una piccola storia alla mia esperienza in Giappone.

  • Pesce essiccato ad Atami

Scorri per vedere altre foto.

Per me il metal detecting non riguarda soltanto il valore degli oggetti trovati. Significa anche scoprire nuovi luoghi, esplorare il territorio e vivere la quotidianità da una prospettiva diversa.

Metal detecting sulla spiaggia di Atami, foto 1
Metal detecting sulla spiaggia di Atami, foto 2
Metal detecting sulla spiaggia di Atami, foto 3
Metal detecting sulla spiaggia di Atami, foto 4
Metal detecting sulla spiaggia di Atami, foto 5
Metal detecting sulla spiaggia di Atami, foto 6

Un piccolo bar all’angolo

Durante il soggiorno ho scoperto anche un piccolo bar all’angolo di una strada, a circa cinque minuti a piedi dall’ostello.

Era un locale semplice al piano terra, gestito da un proprietario giapponese che parlava inglese. Gestiva il bar da oltre vent’anni ed era anche appassionato di motociclette.

Non c’era una cucina, soltanto un piccolo bancone e un’atmosfera molto particolare. È diventato uno di quei piccoli posti che rendono speciale un viaggio, anche senza essere un’attrazione turistica.

Piccolo bar ad Atami

Dodici giorni che non avevo programmato

Inizialmente ero arrivata ad Atami per soltanto tre notti. Alla fine ci sono rimasta dodici giorni.

A volte viaggiare senza un programma rigido permette di scoprire luoghi che altrimenti potremmo trascurare. Atami mi ha regalato il mare, le sorgenti termali, le prime ore del mattino con il metal detector e uno sguardo sulla vita quotidiana giapponese lontano dalle strade affollate di Tokyo.

Ho avuto anche l’opportunità di assistere all’inizio della stagione della fioritura dei ciliegi. Atami è particolarmente famosa per gli Atami-zakura, ciliegi dalla fioritura molto precoce, che possono sbocciare già a gennaio.

Sono stati dodici giorni inaspettati che sono diventati una parte indimenticabile del mio viaggio in Giappone.

Altri video dei miei viaggi e delle mie avventure con il metal detector sono disponibili sul mio canale YouTube:

YouTube

Ciliegi in fiore ad Atami, foto 1
Ciliegi in fiore ad Atami, foto 2
Ciliegi in fiore ad Atami, foto 3
Ciliegi in fiore ad Atami, foto 4
Ciliegi in fiore ad Atami, foto 5

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